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Itinerario 3Le valli degli olivi

panorama

Le coltivazioni di olivo, introdotte intorno al 1100, hanno profondamente plasmato il paesaggio e la cultura delle popolazoni dell’imperiese

Dal casello A10 di Imperia Ovest ci si dirige verso monte, raggiungendo in breve il grosso borgo di Dolcedo, contornato da numerose frazioni collinari e ricco di antichi frantoi, ponti in pietra e imponenti edifici religiosi di età barocca.

Penetrando la valle si raggiunge Molini di Prelà, con il bel ponte medioevale a due arcate che attraversa ilT. Prino. Da qui si inizia a salire la S.P.40 che presenta impegnative curve e controcurve fiancheggiate dagli estesi boschi d’olivo, dove qua e là occheggiano varie borgate in pietra, quasi intatte e piene di atmosfera autentica.

Raggiungiamo quindi Prelà Castello, piccolo nucleo allungato su di uno stretto crinale circondato dagli oliveti, dove possiamo soffermarci ad osservare il possente edificio nobiliare fortificato, testimone di una storia passata ricca ed inaspettata. Da Vasia (quota 400 m s.l.m.) paese che vanta il più alto campanile della provincia di Imperia, un’articolata pista, asfaltata di recente, risale con significativa pendenza il versante sud del M. Acquarone. Scollinando passiamo in Valle Impero, raggiungendo, dopo una rapida discesa, il borgo storico di Lucinasco (quota 500 m.), posto in posizione emergente e centrale rispetto alla valle, da dove si può godere una panoramica quasi a 360° a nor verso le Alpi Liguri, a sud verso il itorale e il mare.

Siamo nel cuore della zona di produzione dell’olio, alimento base della tradizionale cucina mediterranea. Da visitare il piccolo museo d’Arte Sacra e il prezioso Santuario della Maddalena.

La discesa verso il fondovalle è ricca di curve e panorami; raggiunto il centro di Chiusavecchia imbocchiamo la SS. n° 28, che porta in velocità verso la Valle Arroscia e Pieve di Teco. Storico centro di valle, deve le sue origini alla posizione strategica per il commercio e le comunicazioni. Il cuore del borgo sono i bei portici medioevali, dove è possibile acquistare i prodotti locali e varie merci.

L’itinerario continua in direzione della bassa Valle Arroscia lungo la S.S. 543 di recente ammodernata. Ci fermiamo al Borgo di Ranzo per imboccare la provinciale n° 16 che sale, con andamento tortuoso, il versante collinare e incrocia borgate soleggiate e coltivazioni di olivi, vigne e ortaggi. Giunti a Costa Bacelega (amena frazione con al centro una graziosa chiesetta in stile barocco) ci volgiamo verso ovest e percorriamo la pianeggiante S.P. 78 che, dopo un’ ampia arcatura, porta al paese di Aquila d’Arroscia (quota 495 m). Nella zona è possibile acquistare ed assaggiare i prodotti tipici locali, cucinati con passione dagli operosi ristoratori.

Risaliamo ora la carrabile che porta alla chiesetta di S. Giacomo (quota 805 m). Sul crinale soprastante incombono le rovine del Castello dell’Aquila, eretto intorno al 1000. La strada continua penetrando la valle del Rio Ferraia e la sua magnifica faggeta, si porta in Val Pennavaira e raggiunge l’abitato di Caprauna, borgo montano conosciuto per la coltivazione della omonima rapa, presidio Slow Food. Scendiamo quindi verso il paese di Alto (quota 650 m) per ammirare il magnifico castello dei Conti Cepollini, posto su una rocca emergente.

La discesa prosegue in direzione di Cisano sul Neva e dell’Albenganese.