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Itinerario 20Le strade del vino

panorama

Questo splendido e interessante percorso parte da Alba, capitale economica e culturale delle Langhe, denominata anche città delle cento torri a causa del grande numero di costruzioni di questo tipo presenti nel suo centro storico nelle epoche passate. Da qui si raggiunge Treiso, seguendo le indicazioni e scegliendo tra i mille percorsi possibili, come sempre in questo territorio collinare. Da Treiso, si raggiungono in sequenza: Benevello, Diano d’Alba e Grinzane Cavour, dove lo splendido castello simbolo delle Langhe e oggi adibito a ristorante di qualità, merita senz’altro una visita. Da Grinzane si parte alla volta di Sinio, di Rodino e di Serralunga d’Alba, viaggiando nell’ordine sulle provinciali 157, 130, 291, ancora 130, 57 e 125. Rimanendo sempre idealmente nelle zone del tartufo e dei grandi vini, ci spingeremo fino a Castiglione Falletto, Monforte e quindi Barolo. A questo punto è d’obbligo una considerazione importante: per gli appassionati dei vini piemontesi sarà una piccola tortura passare davanti alle numerose enoteche del territorio e non cadere nella tentazione di lanciarsi in assaggi, degustazioni e bevute che poco si concilierebbero con la pratica del motociclismo. Non resta che prenotare un pernottamento in zona, dove la vastissima scelta di alloggio passa dalla camera d’agriturismo alla suite in hotel di lusso, dal motel allo spa a cinque stelle, e attendere di potersi godere i piaceri del palato durante una sosta, con la moto saldamente issata sul cavalletto centrale.

Ritornando all’itinerario, nella parte finale si dovranno seguire le indicazioni per Novello, Monchiero, Lequio Tanaro e da qui, si uscirà temporaneamente dalla Langa per arrivare a Bene Vagienna con i suoi importanti reperti archeologici, testimonianza dell’epoca romana. Il rientro nel territorio di Langa e Roero, avverrà da Narzole, per seguire poi le indicazioni per Cherasco, Roddi e infine ancora Alba, dove sarà possibile terminare questo percorso, visitando la parte storica della città. Il modo migliore per visitare Alba, è quello di lasciarsi trasportare dall’atmosfera un po’ civettuola del suo centro, passeggiando senza fretta nella caratteristica Via Maestra, nella piccola Piazza Rossetti o sedendosi in qualche locale del centro. Qui si potrà osservare l’incredibile e variegata commistione di persone che animano il centro della cittadina. Turisti stranieri, intenti a fotografare il Duomo oppure a studiare gli edifici storici con un libro aperto tra le mani o seguendo le indicazioni in lingua di una guida turistica professionale, albesi giovani e meno giovani, chiaramente intenti a portare avanti il loro lavoro e inseriti nel business word piemontese, oppure in determinate ore gruppi di amici comodamente seduti all’aperto in area pedonale anche in pieno inverno, studenti allegri all’uscita dalla scuola, tutti però con alcune cose in comune: l’apparente o vera tranquillità, un gusto per il discreto e una silenziosità stupefacente per l’Italia. Probabilmente si tratta di un messaggio non scritto che inconsciamente si tramanda di generazione in generazione e che viene trasmesso automaticamente ai visitatori, complice anche l’atmosfera medievale della parte pedonale della città. Proprio in quest’ottica il consiglio è quello di visitare Alba in autunno, quando la regione, libera dal freddo e dalla nebbia invernale, dalle piogge primaverili e dalla calura estiva, si trasforma con colori e situazioni veramente eccezionali. Arrivate in moto fino al centro, parcheggiate in uno degli appositi e comodi parcheggi molto rari in altre città d’arte e lasciatevi trasportare. Non ve ne pentirete.