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Itinerario 21L’itinerario delle case di pietra

panorama

La partenza di questo itinerario, tracciato nel cuore antico delle Langhe, è fissata a Cortemilia, cittadina posta al confine sud-orientale della provincia di Cuneo, molto più vicina alla Liguria che al capoluogo. Capitale della nocciola e antico quadrivio romano tra le due principali direttrici stradali che, arrivando da Alba, conducono rispettivamente a Savona e ad Alessandria. Iniziamo a viaggiare seguendo la provinciale 31 in direzione nord, fino a raggiungere Castino e poi Cossano Belbo. Da qui ci immettiamo nella statale 592 per raggiungere Santo Stefano Belbo; poi, lasciata la statale, seguiremo le indicazioni per Mango. Sempre continuando, usciremo temporaneamente dall’Alta Langa, attraversando boschi e noccioleti che, man mano che si scende, lasciano il posto alle prime vigne. Raggiunta Neive, che merita una sosta almeno per una visita veloce, seguendo la trafficata provinciale 3 arriveremo ad Alba dove, viaggiando in Corso Langhe, si imboccata la provinciale 29 per far rotta verso Ricca d’Alba, Manera e Bosia, in direzione sud verso il Colle di Cadibona, punto di congiunzione tra le Alpi e l’Appennino. Non raggiungeremo ovviamente il colle, che resta per il momento al di fuori del percorso, ma passeremo Borgomale e Cravanzana per raggiungere in seguito Feisoglio. Arriveremo quindi a Niella Belbo seguendo la provinciale 31. Da qui il nostro itinerario diventa un poco più impegnativo, sale con curve e ripide rampe fino a Monbarcaro, che con i suoi 900 metri di altitudine risulta il comune più alto della Langa. La discesa verso sud continua su una strada molto divertente fino a Paroldo e poi Sale San Giovanni e Sale delle Langhe, per toccare in seguito le prime case di Camerana e arrivare a Saliceto. Da qui seguiremo le indicazioni per Gottasecca e Prunetto, tagliando fuori l'abitato di Monesiglio. Anche questo comune, come tanti altri, meriterebbe un giorno di visita e di permanenza con gli abitanti del luogo! Dopo un’eventuale fermata, punteremo ancora a nord e raggiungeremo molti luoghi degni di nota e soprattutto di una visita: tra questi oltre al già citato Prunetto, spiccano Levice e Bergolo. Quest’ultimo centro è stato interamente ricostruito con pietra tipica e abbellito con murales per renderlo pronto a vivere la pacifica invasione dei turisti: niente male per un paesino di soli 80 abitanti! Lasciato Bergolo alle spalle, in appena sette chilometri e mezzo di curve continue arriveremo ancora a Cortemilia, appena in tempo per una cena tipica. A questo punto, con la moto ormai sul cavalletto, è d'obbligo una visita a Cortemilia, divisa dal Bormida, nei due borghi storici di San Pantaleo e San Michele. La cittadina, vi attende all’ombra della bella torre circolare, parte di un grande sistema di torri e castelli che la difendevano su ogni versante e di cui oggi restano le imponenti fortificazioni in vista. Piccola metafora del dualismo Stato-Chiesa, anche qui troviamo di fronte al castello, simbolo del potere imperiale, quello del potere temporale ecclesiastico, il Convento di San Francesco; infatti, pare che proprio il Poverello di Assisi sia transitato da Cortemilia durante uno dei suoi pellegrinaggi. Da non perdere le parrocchiali che danno il nome ai due borghi e soprattutto la Pieve, gioiellino romanico fuori le mura, sospesa in uno spazio senza tempo, oggi sede di mostre e concerti. Appena sopra la pieve, le terrazze in pietra si susseguono come cerchi di un purgatorio dantesco. In vetta non la Luce dei sette Cieli, ma il Monte Oliveto, sede dell’ecomuseo dei terrazzamenti e archetipo di tutte le case di pietra che della Langa più alta rappresentano il costante codice descrittivo.